Questa notte ho fatto un sogno. E mica sogno tanto io. O perlomeno, dicono che ognuno di noi sogna, ma io mica mi ricordo sempre di quello che ho sognato. Comunque, ho sognato. C’era un pallone. Un pallone di cuoio, di quelli che si usano per giocare a calcio. E c’era qualcuno che giocava a calcio. Un prato verde, che più verde non si poteva. E il pallone rimbalzava di qua e di là. E tanti bambini urlavano felici e colpivano la palla lanciandola da una parte e dall’altra. Ed io guardavo, mica giocavo. Guardavo tutto triste a qualche metro da quei bambini. E avevo una gran voglia di giocare, ma mica mi attentavo a chiedere di poter partecipare. E così tutto d’un tratto, vedo un bimbo corrermi incontro con la palla. Penso che si starà sbagliando, mica vorrano che io giuochi con loro. Eppure il bimbo corre sempre più veloce verso di me, palleggiando abilmente con la palla di cuoio. Ormai è così vicino che vedo l’erba schiacciarsi sotto i suoi passi. Un sorriso sornione compare sul mio viso, che tutta la voglia di prendere a calci quel pallone si fa energia facendomi battere il cuore velocemente. Il bimbo è sempre più vicino, abbozzo una frase rotta dall’emozione, una specie di grazie, mica chissà che cosa, ma finalmente potrò giocare. Quando ormai siamo ad un passo uno dall’altro mi appresto a ricevere la palla ed è in quel momento che scorgo il viso del bambino. Sogghignava come non avevo mai visto. Carica il piede e colpisce la palla con tutta la forza possibile. Il pallone sale vertiginosamente e mi colpisce in piena faccia, mandandomi a gambe all’aria. Tutti ridono.
E mi sveglio. Sono sudato. Ho la faccia schiacciata contro il cuscino tanto da farmi dolere il naso.
Ma manco in sogno si possono fare due palleggi amichevoli?
