Da Win a Mac

by steanfer on 30 novembre 2009

Premetto: ho iniziato ad usare i computer molto presto. Sono del 1976 e a 6 anni avevo tra le mani lo Spectrum ZX, poi passai al Commodore 64 e al Basic. Proprio in quegli anni comprai un modem, anzi, un Adattatore Telematico, per il Commodore 64 e mi collegai spesso e volentieri a molte BBS, come Sintagma News e la rete Itapac. Non vi dico le bollette della SIP. Furono devastanti!
Poi venne l’Amiga. Nel mentre, nell’azienda di un mio parente, comparivano i primi Olivetti M20 con sistema operativo caricato da dischetto da 5″. Poi arrivò Bill e comparve il primo Windows 3.0.
Era il 1990 e iniziava l’era dell’interfaccia grafica del DOS.
Si prospettava per me una carriera nel mondo dell’informatica: ed invece ho fatto tutt’altro.
Vabbè, a parte questa nota biografica, in questi ultimi 20 anni ho utilizzato Windows in tutte le sue forme: ebbene sì, anche Windows Millenium. Lo so, è disumano, ma nella vita a volte si fanno scelte sbagliate.
Non sono un programmatore, piuttosto un sistemista, ho creato per hobby reti anche piuttosto complesse per aziende di amici e tuttora mi diletto nel gestire varie reti e sistemi informatici oltre alla mia normale attività.
Perchè vi racconto tutto questo? Perchè 2 giorni fa ho fatto la pazzia e ho comprato un MacBook Pro.
Ancora non mi rendo conto di quello che ho fatto. I miei neuroni sono impazziti e stanno cercando la via migliore per riconnettersi alla mia rete neurale. Le sinapsi sono andate a farsi un caffè in centro a Modena e sia l’emisfero destro che quello sinistro del mio cervello litigano dalla mattina alla sera. Eppure l’ho fatto. Non chiedetemi perchè o per come, ma l’ho fatto. Ora inizia il periodo di prova e gestione, mi sembra di tornare davvero a tanti anni fa quando iniziavo a “giocare” con i nuovi sistemi operativi che non fossero in DOS.
Devo dire che al primo sguardo la gestione della scrivania è stata scopiazzata pesantemente in Windows Vista e in Windows Seven.
Il feeling tattile con il portatile è magnifico, non c’è nulla da dire.
Ma per ora non ho ancora parole da spendere su questo passaggio: frutto di passione o di pazzia, non lo so.

Ai posteri l’ardua sentenza.

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